di Rosanna La Malfa


Ciao Fabrizio. Sei un doppiatore,  dialoghista, direttore del doppiaggio e fumettista. Come hai cominciato? Parlaci di te.

Ho iniziato da bambino, per caso. Ero al mare e chiacchieravo con tutti i vicini d’ombrellone. Un giorno ho conosciuto un aiuto-regista che consigliò a mia madre di portarmi a fare un provino per uno spot  Americano di pizzette surgelate (che all’epoca in Italia erano sconosciute!). Mi presero e recitai in Inglese. Poi da lì ho continuato come attore in altri spot, film per il cinema e sceneggiati. E spesso dovevo doppiarmi. Così poi, affascinato dalla professione del doppiaggio, sono rimasto in questo settore fino a diventare anche dialoghista e direttore. Per quanto riguarda i fumetti ho iniziato alla grande. Lavoravo per diverse testate di vario genere ( sia per adulti che per bambini ) e venivo pagato bene. Ho scritto e disegnato porno umoristici ma anche storie rosa per ragazze adolescenti e anche storie per ragazzi.


Che significa doppiare personaggi come  Krusty il clown nella celebre serie animata I Simpson? Significa essere anche un po’ lui (rido)?

Krusty è un personaggio che doppio da quasi trent’anni: è un record invidiabile che non tutti i doppiatori detengono. Io sono un po’ cinico come lui, per alcuni aspetti. Ma poi l’identificazione finisce lì. Torno a casa  dopo il lavoro e già mi sono dimenticato le battute dei personaggi che doppio! Nonostante, ovviamente, ci sia molto affezionato!


Sei anche un disegnatore di fumetti. Com’è nata questa passione?

È una passione che risale a quando ero piccolo. Ho imparato a leggere e a scrivere un po’ prima delle scuole elementari proprio grazie al  Corriere dei piccoli, Topolino, Geppo, Braccio di Ferro, ecc… E visto che ero appassionato di questo mezzo espressivo ho iniziato a disegnare e negli anni mi sono evoluto fino a pubblicare su prestigiose pubblicazioni come Topolino, Lupo Alberto, Cattivik, ecc…  Da diversi anni il doppiaggio mi impegna molto e ho dovuto un po’ sacrificare questo aspetto ma la professione di autore di fumetti è rimasta nel mio cuore!


C’è un personaggio a cui sei maggiormente legato?

Ricordo con piacere il doppiaggio di Eros in C’era una volta Pollon E poi anche il Puffo Tontolone nella serie tv de I Puffi e nei due film cinematografici. Ma dopo tanti anni sono anche affezionato anche a Krusty il clown de I Simpson.


Com’è cambiato il doppiaggio negli ultimi anni? Tanti film e troppo poco tempo?

Ovviamente i tempi cambiano e tutto è molto più dinamico e pratico. La tecnologia ha permesso dei ritmi e delle tempistiche molto più agili che permettono di rapidizzare il lavoro. A volte però i ritmi sono troppo veloci, le consegne insorgono e la qualità_ per quanto sufficiente _ tende ad abbassarsi.  Ma non sempre il pubblico se ne rende conto. Ci sono prodotti andati in onda e acclamati dal pubblico con un doppiaggio meno che mediocre. Però poi l’eccellenza dei grandi doppiatori è innegabile e viene riconosciuta da tutti.


Quanto il teatro è importante per un doppiatore?

Una volta, agli esordi di questa professione, era una condizione imprescindibile. Tutti i doppiatori erano anche attori di teatro. Ora non è più così ma indubbiamente avere un background che ti permette di esprimere in varie forme l’Arte del recitare è sempre una buona cosa. Più armi “artistiche” si hanno e migliore sarà la professione dell’attore-doppiatore.


I prodotti televisivi e cinematografici doppiati impediscono agli italiani di imparare le lingue?

Direi proprio di no, non sussiste la questione. Le lingue si imparano a scuola o ai corsi , non è obbligatorio che il cinema o la tv debbano supplire in tal senso. D’altra parte nessuno si è mai posto la domanda se a impedire di imparare le lingue fossero… i libri. Che per la maggior parte vengono acquistati in Italiano con una traduzione. E poi leggere Guerra e pace in edizione originale deve essere difficile! E anche a teatro ci sono spettacoli egregi in Italiano. Il doppiaggio, se fatto bene, è un’espressione artistica e l’Arte non va mai denigrata o ostacolata. Fornire a un’ampia fetta di pubblico un’opera in lingua Italiana vuol dire divulgare cultura e sapere. Specialmente di questi tempi che parlare o scrivere correttamente in Italiano sembra essere difficile per qualcuno.


Partecipi da anni alla manifestazione EtnaComics. Da monzese che vive a Roma che è specialista nel settore dei fumetti, che ne pensi?

È una delle migliori manifestazioni d’Italia! Lo è in termini di pubblico ( credo che come affluenza si collochi al terzo o quarto posto in manifestazioni simili ) e lo è sicuramente in termini di proposte specifiche e mirate. Una delle poche manifestazioni del settore che dedica gran parte del suo programma alla diffusione e alla conoscenza del mezzo fumetto, con ospiti illustri e mostre prestigiose. Lo staff è competente e l’ospitalità non ha uguali! Penso tutto il bene possibile!


Perché un giovane dovrebbe accostarsi al mondo del doppiaggio? Vogliamo dargli un messaggio positivo?

Ultimamente ci sono tantissime giovani leve che cercano di fare questa professione e i corsi di doppiaggio si sono moltiplicati ( io stesso insegno in diverse scuole ). È un lavoro che richiede impegno e sacrificio, forse più di altri. Ed è anche più meritocratico di altri!  Non sono sempre rose e fiori e ostacoli e rogne esistono, come è nella vita quotidiana. Però recitare, interpretare, “diventare” un’altra persona è emozionante: si riesce a emozionare attraverso la voce. E non è da tutti!  Come canta Gianni Morandi: “ Uno su mille ce la fa!” Entrare a far parte di questo mondo è difficile ma il ricambio generazionale e qualitativo c’è e c’è sempre stato. Non disperate e con l’impegno, con la fatica e la fortuna ( ‘che non guasta mai!) i più meritevoli potranno diventare eccellenti doppiatori.

 

Fonte: Quotidiano dei contribuenti