Confronto e conforto tra madri. Parla con QdC, Barbara Privitera, social media manager di una community di mamme

di Rosanna La Malfa


Ciao Barbara. Descriviti brevemente

Ciao Rosanna, ti ringrazio per aver deciso di intervistarmi.
“Dico sempre che sono io che intervisto gli altri, ma non voglio essere intervistata” ma questa volta te lo concedo! Ovviamente scherzo!

Sono laureata in scienze dell’educazione e formazione e ho un master in gestione delle risorse umane, ma in realtà, la prima cosa che mi viene di dirti è che sono una mamma, di una bimba di 3 anni di nome Irene, moglie e donna che si tiene sempre impegnata. Attualmente gestisco un gruppo facebook di mamme, una community, nata dall’idea di altre 5 mie colleghe di corso preparto. Da quest’esperienza, insieme a loro è nata un’associazione di promozione sociale, di cui sono presidente, dal nome Ciciulio di Mamme e da poco mi sono lanciata in un progetto un po’ più grande chiamato “Catania Family Lab” rivolto non solo alle mamme, ma a tutta la famiglia.
Amo conoscere persone nuove, sono molto curiosa e mi piace mettermi in gioco.


Cosa significa essere una mamma e amministratore di una community di mamme? 

La community nasce perché io e le altre mie colleghe abbiamo sentito l’esigenza di creare un canale in cui le mamme potevamo trovare un confronto e un conforto da parte di altre mamme che stavano vivendo le loro stesse situazioni.
Mi ritrovo, infatti, ad approvare post in cui mi rispecchio completamente e ogni volta che mi capita, succede che mi immedesimo ed entro subito in empatia con l’autrice del post. Questo mi è servito tanto anche per capire che le altre Donne vivono le mie stesse esperienze. In questo modo, ho imparato tanto dalle altre mamme e cerco di essere un punto di riferimento per loro e soprattutto per le neomamme. Loro sono la categoria che ha più bisogno di sostegno e sono sempre felice quando si “servono” della community per risolvere un dubbio o condividere un’esperienza.


La creatività fa parte della tua vita, come stimoli la fantasia di tua figlia?

Irene, rispetto al me, è molto introversa. Più che stimolare la sua fantasia, cerco di stimolare il suo modo di interagire con gli altri. Mi ritrovo ad organizzare eventi ludici e ricreativi e lei è sempre presente. Dai laboratori per i bambini alle scampagnate. Cerco di farle fare quante più  belle esperienze per lei. A casa, invece amiamo colorare, ritagliare e leggere libri.


Come hai fatto a conciliare la tua attività con la responsabilità di essere mamma?  
Beh, devo dire che non è stato e non è assolutamente semplice! Una community ti impegna 24 ore al giorno, in qualunque momento devi essere reperibile e in qualunque momento potrebbe succedere che devi gestire dei conflitti che non sempre è semplice risolvere in pochi minuti. Sappiamo come sono le community: nel mio caso cerco sempre di stare attenta a fare in modo che ognuno rispetti l’altra traendo un confronto positivo. Devo ringraziare i miei genitori e i miei suoceri per il supporto che mi danno nella gestione di mia figlia. Non credo che ci sarei potuta riuscire senza di loro.


Parliamo anche di padri: quali sono secondo te i privilegi e le difficoltà dei padri nella società di oggi e in che modo una paternità consapevole potrebbe aiutare ad abbattere il “mito materno”?

Rispetto al passato i papà (dico in generale, non si può parlare in senso assolutistico) sono molto più presenti nella vita dei loro figli. Probabilmente perché oggi l’attesa di un figlio si vive in maniera diversa rispetto al passato. Nella maggior parte dei casi, la donna lavora e ci si ritrova a dividersi i compiti nella gestione dei figli.
Il termine “paternità consapevole” mi piace molto perché è un tema di cui parlo spesso. Solitamente le mamme sono più “consapevoli”, ma si spera sempre in una maggiore partecipazione dei papà ai vari incontri informativi e di confronto che finora abbiamo organizzato con l’associazione Ciciulio di Mamme.  Un padre consapevole e informato è auspicabile che esista all’interno di ogni famiglia. Purtroppo, però, devo dire che se da un lato il padre di oggi vive la genitorialità in maniera diversa rispetto al passato, ancora siamo lontani dalla partecipazione attiva completa alle varie informazioni che girano attorno al tema della famiglia. Secondo la mia esperienza posso dire che se due anni fa, un papà ad un incontro informativo non si vedeva, adesso qualcuno comincia a partecipare.


La famiglia oggi, proprio per l’indipendenza della donna, è secondo te meno armonica di tanti anni fa?

Dipende cosa si intende per armonia! Se si intende soltanto genitori soddisfatti di avere un lavoro, casa pulita perfetta e in ordine, beh, io non credo di appartenere a questa categoria. Se si intende invece un modo di vivere in cui ogni componente della famiglia rispetta e accetta le inclinazioni dell’altro, si può trovare sempre. Venendosi incontro l’armonia si crea! Io sono figlia di una mamma casalinga, avevo sempre la mamma “a portata di mano” e il papà che rientrava da lavoro tutte le sere. La mia famiglia, invece, ha dinamiche completamente diverse ma non per questo ritengo che sia meno armonica.
L’unione armonica la trova la coppia. Il tuo compagno di vita fa la differenza.


Progetti per il futuro? 
Sicuramente un progetto futuro è quello di diventare mamma bis così che Irene non si senta sola e non chieda più quando arriva la sorellina a farle compagnia. Per il resto, spero di far diventare Catania Family Lab, un portale di riferimento per i genitori di Catania e dintorni. E ancora c’è molto da fare!


Coordinare una community di mamme significa creare un legame speciale. Che emozioni ti ha regalato/ti regala questa esperienza umana? Messaggi da dare ai lettori?

Hai detto bene! Si crea un legame speciale. A volte, si tratta semplicemente di legami virtuali, ma che ti danno davvero tanto.
Dico sempre che ogni persona che conosco (e ne ho conosciute davvero tante in questi due anni) mi regala sempre qualcosa. Ognuna di loro è un confronto di sé con l’altro e ciò mi fa crescere.
Come dicevo sopra, entro subito in empatia con chi è mamma e già questo è importante per ritrovarsi anche con persone sconosciute.

Un messaggio che mi sento da dare, sulla base della mia esperienza è relativo all’accettazione dell’altro. Entriamo in empatia con le persone. Non fermiamoci alle apparenze quando abbiamo di fronte una persona, ma andiamo in fondo e cerchiamo di capire perché si sia comportata in quel determinato modo.
Quello che si vede è solo la punta dell’iceberg, dietro c’è un mondo.
Con le mamme, non si scherza… ci sono universi immensi, differenti e meravigliosi da scoprire.

 

Fonte: Quotidiano dei contribuenti